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The web is only 2.0 — Estarnazioni 3.4

Le aperture di Grillo e Casaleggio

Per la serie “le analisi politiche di Edo” presentiamo queste considerazioni alle aperture di Grillo e Casaleggio apparse ieri sul Blog (oramai nome proprio del blog di Grillo).

“Correva il gennaio 2014. Renzie e i giornalai chiedevano a gran voce che il M5S andasse a “vedere le carte” della legge elettorale di Renzie, se no il Paese andava a sbattere. Altrimenti Renzie con chi altro poteva fare la legge se non con Berlusconi? E Berlusconi fu! Il pregiudicato sbattuto fuori dal Senato per merito esclusivo del M5S che chiese il voto palese e accelerò la discussione in aula, fu in seguito accolto in gran pompa da Napolitano al Quirinale come novello padre costituzionale. E chi altri poteva fare le riforme della P2 se non un condannato in via definitiva nonché ex iscritto alla P2 (tessera 1816, ndr)? La logica in questo è impeccabile.

Sappiamo tutti che io sono stato un supporter del M5S, e sono stato pure iscritto al movimento con registrazione ufficiale. Tutto questo non perche’ avessi fiducia in Grillo (la persona) ne’ tantomeno in Casaleggio, ma perche’ ritenevo che il M5S potesse incanalare lo scontento popolare nei confronti dei partiti tradizionali verso qualcosa di costruttivo. Stimavo Grillo perche’ era riuscito a far nascere un movimento politico propositivo da questo scontento. Fino a che il M5S non si ha manifestato il suo potenziale alle politiche, ritengo che Grillo abbia agito con onesta’ intellettuale ponendosi come megafono di un movimento che non esisteva e che si stava affacciando con enormi difficolta’ nell’agone politico.

Purtroppo non ha continuato a comportarsi come levatrice come aveva fatto fin all’ora ma e’ diventato “padre padrone”, governando i rappresentanti dei cittadini come se fossero pedine, espellendo chi alzava la testa etc. Per questo ho poi perso fiducia in questo movimento. Questo detto vediamo cosa dice Grillo.

Il M5S avviò a gennaio una discussione on line con gli iscritti, seguita da un voto, su ogni singolo punto possibile di una nuova legge elettorale con l’aiuto del professor Giannuli. La legge M5S è stata quindi depositata in Parlamento e siamo arrivati prima della legge elettorale di Renzie e Berlusconi, primi con il passo della tartaruga, ma della democrazia partecipata. Ricordate? Se non si faceva la legge entro il 25 gennaio non doveva cadere il mondo? Rileggetevi gli articoli dei quotidiani di allora. Pura comicità.

Io ho partecipato come iscritto al M5S alle succitate consultazioni. La mia sensazione e’ che e’ stata una cosa molto dilettantesca e abbastanza risibile:

1) la base democratica della “rete” e’ di circa 40000 persone, nemmeno l’1% delle persone che i senatori e deputati M5S rappresentano in parlamento. Come sistema democratico e’ un po’ deboluccio, sebbene uno possa pensare “meglio che in mano a pochi dirigenti di partito”. Comunque, spesso nei partiti ci sono persone che sono state legittimate da un voto popolare (al limite anche le primarie del PD sono una forma di legittimazione democratica con una base ben piu’ cospicua dei registrati 5S). Inoltre questi che compongono la “rete” non hanno nessuna legittimazione popolare.

2) Le votazioni della “rete” vengono fatte su quesiti posti non si sa bene da chi. Si presume che spesso vengano fatte da Grillo o da qualche senatore o deputato, ma non e’ chiaro (almeno a me) chi possa porre questi quesiti.

3) Queste votazioni vengono poi rispettate? Certe volte si, come nel caso della legge Bossi-Fini, quando la “rete” voto’ contrariamente al pensiero dei 2 leader. Altre volte invece si e’ quasi rispettata la volonta’ della “rete” come nel caso delle consultazioni con Renzi. In quel caso ricevetti la seguente email:

Caro Iscritto al MoVimento 5 Stelle,

l’assemblea dei portavoce del MoVimento 5 Stelle sta discutendo se andare da Renzi per le consultazioni.
Ci sono posizioni differenti.
Comunque ci sembra corretto che su questa decisione si pronuncino gli iscritti attraverso la Rete.

Puoi accedere al sistema di votazione da qui entro le 22.00 di oggi (martedì 18/2):
https://sistemaoperativom5s.beppegrillo.it/

Noi crediamo che non sia opportuno andare per non partecipare a una farsa.

Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio

La votazione fu convocata in fretta e furia (con scadenza “oggi”) e vi era una frase dei 2 leader che influenzava sul voto da dare: Noi crediamo che non sia opportuno andare. Nonostante questo la “rete” decise, per un pugno di voti, che M5S avrebbe dovuto andare alle consultazioni. Poi pero’ ci ando’ Grillo e le rese davvero una vera farsa.

Io, candidamente, mi sono sempre chiesto in base a quale ruolo nel M5S Grillo abbia partecipato a quell’incontro istituzionale. Perche’ leggendosi il non statuto del M5S non v’e’ traccia di un ruolo da leader di Beppe Grillo (ne’ tantomeno Casaleggio) nel movimento. Semmai c’e’ quello di ispiratore (art. 4 )

Comunque ora aspettano che “Renzi batta un colpo” ma io ho i miei dubbi che il sistema democratico M5S (a controllo G&C) sia in grado di intavolare una trattativa sulla legge elettorale. Ogni decisione di ogni parlamentare va demandata alla “rete”? Mah, mi pare una scemenza colossale. Lo ripeto da tempo, l’ho provato a scrivere sul forum del M5S, che il movimento avrebbe potuto fare qualcosa solo se si fosse emancipato da Grillo e Casaleggio ricevendo dei bei “se non ti piace cosi’ vattene”. Staremo a vedere

10 anni fa

Se qualcuno si chiede cosa facessi 10 anni fa ecco svelato l’arcano: facevo il dottorato a Firenze e mi dilettavo di riprendere il gruppo accanto al mio che faceva misure di turbolenza.

Parità

Oggi vado a votare, mi consegnano le schede elettorali, la matita, vada nella 1.

Fucsia e azzurra, sono aperte in tutta la loro bellezza, le guardo per capire prima di farmi prendere dalla foga democratica, vedo simboli e linee: si può esprimere la preferenza (lo sapevo)! Conto le linee e penso che forse si può esprimere più di una preferenza.

Esco dal gabbiotto, vado dal presidente, “per le comunali posso esprimere più di una preferenza?” “Si, per le comunali fino a 2, ma deve rispettare la parità di genere: devono essere un uomo e una donna.”

Come? Voto per il comune di Vaglia, conosco 2 candidati (maschi) e non li posso votare? Io devo rispettare la parità di genere? Io? Che senso ha? Se proprio proprio, non dovrebbero essere le liste quelle in cui si rispetta la parità di genere? E nemmeno in tutti i candidati, a mio modo di vedere, magari solo i posti in cima, quelli i cui si passa anche senza che sia stata espressa la preferenza.

Comunque, torno nel gabbiotto e poi penso, come si chiamava quella? Il nome lo so, ma il cognome… riesco, “scusi presidente posso controllare sui tabelloni dei candidati?” … “Si, visto che non c’è nessuno, ma lasci qui il lapis!” (qui significa 3 metri più indietro del cartellone, nella stessa stanza.) Torno nel gabbiotto, nervoso scrivo i nomi che rimangono per poco nella mia memoria a brevissimo termine.

O vediamo.

In fasce

Il 2 maggio alle 21:10 è nata l’Alice, la nostra pargoletta! Dopo un pre-travaglio travagliato, Silvia ha superato la fase travaglio ed espulsione in un tempo record di 2 ore e 35 minuti!

Volevo fare 2 considerazioni sull’uso dei pannolini lavabili. Comincio da dire che non mi fa “schifo” pulire la pargola dalla cacca e dalla pipì. In ogni caso, sia per pannolini lavabili che usa-e-getta le mani vanno “sporcate”.

Se un bambino usa pannolini al rate che vedo io, ne vanno via tra 6 e 8 al giorno. Dal punto di vista puramente economico, mi par di capire che il costo unitario dei pannolini usa e getta si attesti attorno a 0.17€, mentre i pannolini lavabili costano cento volte tanto: tra i 15 e i 20 € l’uno e se ne avrà bisogno di una dozzina per star sicuri. Quindi si fa pari quando si sono usati circa 1200 pannolini usa e getta ovvero attorno ai 6 mesi. In realtà si dovrebbe aggiungere il costo del lavaggio.
Ma è pur vero che delle lavatrici per il bucato del bambino si fanno comunque quindi il costo del lavaggio diminuisce. Inoltre il pannolino lavabile può essere riutilizzato per più bambini! Per esempio una nostra amica ci ha passato dei pannolini che si sono fatti già 5 bambini e l’Alice è la sesta!!!

Un pregio dal mio punto di vista, oltre a non riempire discariche di merda, è che avere il pannolino lavabile ti toglie dalla pressione di avere sufficienti pannolini per bloccare l’ondata di deiezioni del pargolo. Preferisco avere la routine di lavare i pannolini piuttosto che l’assillo di doverli andare a prendere (cercando l’offerta) al supermercato.

Un amico mi ha detto di avere dei pannolini lavabili che mette alla bimba quando ha il “culetto rosso” che pare essere un problema degli usa-e-getta che sono fatti di fibre sintetiche. Un’altra amica mi ha detto che i suoi 3 figli (che hanno sempre usato pannolini lavabili) non hanno mai avuto problemi di arrossamenti; io non posso commentare per mancanza di dati.

Insomma per ora l’esperienza del pannolino lavabile è buona e la consiglio a chiunque.

Skype with Linux 64 bit (Debian 7)

OK, I’ve got a Debian 7 on my laptop with a 64 bit OS. I want to install skype.

In the old days the Skype guys used to distribute a 64 bit package, nowadays they think it’s not needed anymore so you’re stuck with the 32 bit version. Why producing the 64 bit package (probably because they still have a 32 bit source code) when 64 bit OS’s are able to run the 32 bit software? This seems to be the philosophy.

There’s a number of steps involved in the use of the brand new version (32 bit) provided by the skype dev team which I couldn’t go through.
However I have a legacy 2.2 version of skype compiled for 64 bit that would occupy the audio server and would crash if anyone else tried to output some sound.

The simple solution is to add this to the ~/.asoundrc

pcm.!default plug:pulse
plug.pulse{
type pulse
}

Vaccini e Autismo ovvero dei limiti della scienza medica

Essere quasi genitori ti pone di fronte ad alcune scelte da prendere. Sono momenti difficili perchè queste decisioni andranno ad influire non direttamente su te stesso ma su un’altra persona. Sto scoprendo l’acqua calda, probabilmente penseranno i miei, ma questo è il momento in cui la scopro.

Recentemente mi è capitato di approfondire la questione del vaccino trivalente (contro morbillo, pertosse e rosolia). Esiste una corrente di pensiero che dice che vaccinare è potenzialmente rischioso e soprattutto c’è una possibilità che faccia venire l’autismo. Questa notizia che i vaccini possano causare l’autismo è venuta alla ribalta delle cronache anche molto di recente quando a Trani si è aperta un fascicolo d’indagine contro ignoti per una denuncia sporta dai genitori di due minori.

Cosa ci dice la scienza?

Nel 1998 appare su The Lancet (forse la più importante rivista medica al mondo) un articolo firmato da un certo dottor Andrew Wakefield nel quale si dimostra che l’insorgenza dell’autismo in 12 bambini è stato dovuto alla vaccinazione MPR. Panico, grandi discussioni, la gente comincia a diffidare dei vaccini.

Si diffida così tanto che in Giappone si sospende la vaccinazione obbligatoria e si crea un perfetto esperimento scientifico: da una parte c’è la fetta di popolazione che continua a vaccinarsi e dall’altro quella che decide di non vaccinarsi creando un perfetto gruppo di controllo.

Nel frattempo si scopre che i dati di Wakefield sono stati truccati per dimostrare il legame vaccino-insorgenza dell’autismo. 10 tra i 12 cofirmatari dell’articolo ritirano la propria firma e nel 2012 The Lancet ritira la pubblicazione. Wakefield viene radiato dall’ordine dei medici (anche se questo termine è improprio perchè gli ordini professionali esistono solo in Italia). Una collezione di link la trovate qui.

Non appena dei dati epidemiologici su autismo e vaccino sono stati disponibili per il Giappone si sono fatte le dovute comparazioni.  http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22521285

Fate un giro su pubmed per vedere quante pubblicazioni siano state fatte su questo caso. Tutte indicano che non c’è correlazione tra autismo e vaccino.

Quindi, forse è la mala informazione che ci ha messo una pulce nell’orecchio (giustamente nel 1998 quando l’articolo di Wakefield è stato pubblicato) e che non ha corretto il tiro e non ha reso nota la conclusione della vicenda.

Inoltre c’è un vizio di fondo: la medicina NON è una scienza esatta. Basa le sue predizioni sull’esperienza (la statistica) ma gli individui sono diversi e quindi ognuno ha le sue specificità. Per esempio l’amniocentesi o villocentesi sono in grado di dare una risposta certa circa alcune malattie cromosomiche che il feto può sviluppare, ma hanno una probabilità di portare all’aborto dell’1% indipendentemente dalla mano di chi la fa o dal risultato dell’esame.  Quell’1% è il rischio che ti assumi come genitore nel fare quell’analisi: 99 la fanno e tutto ok, ma 1 la fa e perde il bambino.

Nel caso dei vaccini quell’1% non c’è. Magari c’è una correlazione temporale tra la somministrazione del vaccino e l’insorgenza dell’autismo che però non è un vincolo di causa effetto. Mi piace sempre ricordare in questi casi che il global warming può essere correlato alla diminuzione del numero di pirati nei caraibi, come dimostrato nel seguente grafico.

Correlazione tra il riscaldamento globale ed il numero di pirati

Correlazione tra il riscaldamento globale ed il numero di pirati

Sallusti 2

Grande prestazione del mitico Alessandro Sallusti che oggi sul Giornale scrive citando Wikipedia:

non mi stupisce la sua [di Berlusconi, nda] volontà di volersi comunque candidare alle elezioni europee. Io penso che la sua battaglia debba diventare la nostra perché togliere dalla competizione con una sentenza truffa il leader politico del centrodestra è cosa che non possiamo subire in silenzio. Il mio è un invito a essere tutti complici di una disobbedienza civile, pratica, il più delle volte nobile. Cito Wikipedia: «Negli Usa i diritti civili dei neri, pur concessi sulla carta, sono stati resi effettivi solo dalle campagne di disobbedienza civile di massa degli anni Sessanta. L’emancipazione nazionale indiana non sarebbe stata possibile senza le azioni di disobbedienza civile di Gandhi, che parlava anche di resistenza civile. Lo stesso Gandhi affermava: noi cessiamo di collaborare coi nostri governanti quando le loro azioni ci sembrano ingiuste. Questa è la resistenza passiva. In Italia ebbe una buona notorietà il saggio del 1965 L’obbedienza non è più una virtù di don Lorenzo Milani che appoggiava l’obiezione civile contro il servizio militare».

Come vedete, siamo in buona compagnia. Chi vuole disobbedire insieme a noi può testimoniarlo inviando una email con nome e cognome a berlusconi.candidato@ilgiornale.it o un fax allo 02.72.02.38.59. Facciamo sentire forte la nostra voce. Ne vale la pena, indipendentemente dal risultato che otterremo. E lo dobbiamo al Presidente per averci permesso di vivere questi vent’anni di libertà, bislacchi e pasticciati fino a che si vuole ma meglio che sudditi di una sinistra mascalzona.

Berlusconi come Gandhi o come Malcom X o Martin Luther King e’ addirittura migliore di Craxi statista … roba da pazzi.

Che si fa? Gli si manda un’email?

Smetto quando voglio

Ier sera sono andato al cine e finalmente ho visto un film (italiano) che mi ha fatto divertire e riflettere un po’.

Prima di tutto la sceneggiatura è scritta molto bene e la storia si sviluppa bene nei 100 minuti. Si attraversano tutte le giuste fasi del racconto di una storia: ambientazione e presentazione dei personaggi, presentazione della sfida che i personaggi devono affrontare, coinvolgimento nella storia e climax e finalmente, conclusione.

Non solo, ma lo sviluppo della narrazione appare equilibrato e non c’è nessuna delle fasi della storia che pare eccessivamente marcata rispetto alle altre. Per me questo è molto importante perché non sopporto le storie raccontate male.

Ho apprezzato anche alcuni particolari scelte estetiche come la saturazione esagerata dei colori ed alcune riprese che sembrano quadri di Warhol. Queste non sono fini a se stesse ma funzionali ad una storia dove si parla di smart drugs, ricerca scientifica, società e tagli allo stato sociale.

Perché questo film è una grottesca commedia che con levità pone lo spettatore davanti a diverse tragedie della società italiana. I personaggi sono ricercatori universitari precari che giunti all’età di 35-40 anni si trovano estromessi dall’università che è senza fondi in mano a baroni senza cervello. Si trovano in una società che non è in grado di mettere a frutto nessuna delle loro abilità e per sopravvivere si arrabattano facendo i lavori più disperati (letteralmente non disparati). Quando Pietro giunge al capolinea della sua carriera universitaria il mondo gli cade addosso e tentando di mettere a frutto le sue abilità fonda la “banda dei ricercatori” che produce e vende nelle discoteche una smart drug di sua invenzione, tutto in maniera (quasi) legale. La storia parte bene ma velocemente si complica e sfugge di mano ai nostri fino alla sua amara conclusione.

La scena finale condensa in una battuta tutta l’amarezza della situazione di Pietro, il campione dei ricercatori italiani.

Leggendo oltre vi verrà svelata la fine.

Pietro, in carcere insegna agli altri detenuti percependo così un piccolo salario di 500€ al mese fondamentale per la sua famiglia; salario che si esaurirà al suo rilascio che “tristemente” si avvicina per buona condotta. Pianifica quindi di fare una rissa alla mensa così “magari ci scappa anche la coltellata e forse mi becco un’altro anno!”

THE END

Ritardo: almeno 1 milione cinquecentosettantaseimila ottocento minuti

C’era una volta un bel paese dove la crisi non esisteva. Ad un certo punto pero’ negli ultimi 3 anni:
2010) governo berlusconi 2010 settembre, inciampa sulla rendicontazione
a fine novembre con la scissione di Fini si finisce che non si sa se ha la fiducia del parlamento
allora Napolitano (deo gratias, si fa per dire) dice “non votiamo ora, votiamo fra un mese dopo la finanziaria”. Cosi’ B. si compra Razzi, Scilipoti e frega Fini.
E si passa un altro anno a vivacchiare, la crisi non esiste, ristoranti pieni, non si trovano biglietti aerei…. e boiate del genere.
2011) Ci si libera di B. in modo antidemocratico con un colpo di stato istituzionale, per mettere al governo qualcuno che faccia qualcosa visto che la crisi si e’ materializzata in tutta la sua virulenza da un giorno all’altro.
Va su Monti che potrebbe fare tutto, visto che i partiti sono al minimo di rispettabilita’
e voterebbero tutto pur di rimettere i conti in ordine e pulirsi la coscienza ed infatti, tra le altre votano la reintroduzione dell’ICI con un altro nome, la (sacrosanta) riforma delle pensioni (ma creando gli esodati senza accorgersene). Pero’ Monti, trincerandosi dietro a problemi di fiducia, non di autostima, evita di toccare tutti i poteri forti e le storture del nostro sistema democratico, quindi a parte nuove tasse la formula e’ la solita.

2012) dopo un anno di silenzio, schermati da Monti, i partiti sono schiacciati dal peso delle leggi sbagliate (pensioni) che hanno votato e prendono la palla al balzo per fare una campagna elettorale scoppiettante promettendo ricchi premi ai coglioni… E cosi’ che in una meravigliosa campagna elettorale B, rientra nell’agone politico dopo l’espulsione da parte di Napolitano e riprende in volata il PD che entrato nell’ultimo giro vincente si autoazzoppa lasciando alla guida un membro della nomenclatura che negli ultimi 20 anni ha raggiunto i risultati che sono sotto gli occhi di tutti e facendo di tutto per eliminare il concorrente che incarna quasi magicamente molte anime del popolo elettore, Renzi: e’ di centro-destra (ex DC), e’ di centro-sinistra (e’ del PD), e’ pure antipolitico (il rottamatore).

2013) Si decide per l’usato sicuro ed infatti l’usato sicuro li porta di sicuro ad una clamorosa disfatta elettorale; mentre vincenti sono gli altri 2 Grullo e B. Purtroppo il primo mi delude clamorosamente non mantenendo il ruolo, che ha avuto fino ad allora, di garante della qualita’ (??) dei candidati, ma controlla i rappresentanti a bacchetta. (Si veda per esempio il post allucinante sulla legge Bossi-Fini in occasione della tragedia di Lampedusa quando i rappresentanti M5S osano usare il proprio cervello). Per quel che riguarda B. non sono necessarie parole. Il perdente Bersani intende fare un governo con B (http://www.ciwati.it/2013/11/14/non-ci-abbiamo-provato-sul-serio/), perche’ di Grullo non si fida. E cosi’ si fa un quattr’e quattr’otto un governo di larghe intese, senza nessun programma, a parte togliere l’odiata IMU.

Si comincia a lavorare alacremente a posticipare tutte le decisioni finche’ come un fulmine a ciel sereno (in realta’ c’erano nuvoloni nerissimi da tempo) giunge una condanna definitiva per B. Questo cambia tutto. Dopo 5 mesi di ulteriori procrastinazioni si giunge all’elezione del nuovo segretario del PD a cui concorrono in finale i 2 originari rottamatori e tal Gianni Cuperlo cavallo della segreteria.
In sostanza in 3 anni abbiamo bruciato almeno 3 buone occasioni per riformare la classe politica (sono ottimista): Monti, primarie PD 2012, M5S.
Ora, Renzi e’ stato eletto, non e’ che mi aspetto che faccia tutto lui: a Firenze ha fatto tante cose e tante altre no. Non e’ il bengodi, ma un pregio non trascurabile l’ha avuto: ha scardinato le linee di potere che da decenni erano in mano ad una classe politica ignava ed incapace. Speriamo che questa volta non sia troppo tardi.

Esentasse

In questa campagna elettorale che altro non è che un grottesco dejà vù, vi racconto una storia. Voi fateci quello che volete.

Correva l’anno 1574 e gli spagnoli dominavano le terre d’Olanda. Durante la cosiddetta guerra degli 80 anni le provincie dei Paesi Bassi combatterono per la propria indipendenza. Tra queste, la città di Leiden, dove secoli dopo ho vissuto per 7 anni, fu assediata a lungo dai dominatori e gli abitanti furono costretti a rifugiarsi in un fortino costruito su di una piccola collina artificiale. Resistendo strenuamente riuscirono a liberarsi il 3 ottobre 1574 grazie all’intervento di Willem van Oranje, leader dell’insurrezione contro gli spagnoli.

Come premio per la loro forza e tenacia, e anche per aver scelto di annettersi al suo regno, Willem chiese agli abitanti di Leiden se volessero che non imponesse loro tasse per 10 anni oppure che fondasse a Leiden una università.

Fu così che nel 1575 fu fondata l’università di Leiden, la più antica d’Olanda. La fondazione dell’università fece di Leiden un attivo centro culturale e divenne traino per l’economia: per esempio nacquero le prime tipografie dove si stampavano libri grazie alla recente invenzione di Guttemberg. E ancora oggi, dopo oltre 430 anni, l’università occupa un posto primario nell’economia della città e dell’area limitrofa.

Pensate quanto sarebbe stato diverso questo racconto (e la realtà) nel caso che gli abitanti di Leiden avessero scelto di vivere esentasse per 10 anni.