Entries from October 2009 ↓

Radio Radicale fa un servizio pubblico

Non so se v’e’ mai capitato di ascoltare Radio Radicale. Magari sembra una palla mostruosa come radio ma in realta’ svolge un incredibile, forse insostituibile ma sicuramente ineguagliato servizio pubblico da oltre trent’anni trasmettendo, conservando e mettendo a disposizione tutte le sedute del parlamento. Inoltre Radio Radicale trasmette in forma completa e senza mediazioni processi, interviste, manifestazioni, conferenze stampa e quant’altro. Ad oggi l’archivio multimediale di Radio Radicale contiene 283.000 registrazioni.

67.364 interviste
15.599 udienze di processi
32.056 convegni e dibattiti
7.716 assemblee
6.745 comizi e manifestazioni
16.030 conferenze stampa
161.100 oratori
5.579 organizzazioni

Più della metà di questo archivio è disponibile e liberamente accessibile in formato multimediale online sul sito www.RadioRadicale.it.

Per esempio, le udienze che abbiamo ascoltato in Siee Giuee Accaso dei processi del G8 di Genova sono registrazioni provenienti da Radio Radicale.

Ma adesso incombe il pericolo dell’eliminazione della funzione pubblica assicurata dal 1976 da Radio Radicale. Se avete voglia e tempo di leggervi questo approfondito link sul ruolo di radio radicale.

Se invece vi fidate di me e/o mettete firme in bianco a casaccio collegatevi direttamente qui e non
dimenticatevi di mandarmi un foglio A4 bianco con una vostra firma in calce
.

Conflitto d’interessi?

Leggo ora su repubblica.it che nella vicenda riguardante il Governatore Marrazzo, Berlusconi avrebbe avvertito Marrazzo che giravano dei video sul suo conto. Ma per rendervi meglio conto vi lascio le righe lette da Repubblica:

Ad avvisare Marrazzo - confermano a “Repubblica” - fu lo stesso primo ministro. Ad un settimanale del suo gruppo editoriale, “Chi”, i ricattatori avevano infatti offerto l’intero pacchetto. E a quel punto, il direttore del periodico informò il presidente del Consiglio. Berlusconi si dichiarò contrario alla pubblicazione dell’intera vicenda. E nell’avvertire Marrazzo diede garanzie sul comportamento dei media di sua proprietà. In particolare di quelli riferibili alla Mondadori.

Ora, sebbene Berlusconi possa essersi comportato da “gentiluomo” risulta sempre piu’ lampante, senza nessun filtro, il controllo che Berlusconi, per sua personale ammissione, esercita sui media di sua (diretta o indiretta) proprieta’.

Tutto cio’ e’ vergognoso, e non mi riferisco al caso di Piero Marrazzo.

Come scaricare i video flash

A me capita di voler scaricare localmente i video flash; con youtube e’ molto semplice: basta google-are e si trovano decine di siti che vi permettono di salvare localmente i files.

Ma i video di Corriere.it o repubblica Tv non sono altrettanto semplici, o lo sono di piu’. In ogni caso bisogna solo sapere che l’applicazione flash che vi fa vedere il filmato nella pagina web non fa altro che scaricare localmente il file e poi ve lo legge. Siccome il player flash risiede all’interno del browser i files verranno scaricati e salvati all’interno della cache del browser.

Se vi armate di Firefox potrete andare a guardare nella cache scrivendo nella barra degli indirizzi

about:cache o meglio la cache disco
about:cache?device=disk

a questo punto scegliete la cache disco e vi verra’ indicato il percorso file dove si trova la cache. Aprendo un finder o esplora risorse o dolphin o nautilus o un terminale potrete raggiungere la directory della cache. A questo punto il vostro filmato che cercate e’ uno dei files, generalmente uno dei piu’ grandi.

Quindi basta ordinarli per dimensione e cominciare a leggerli con VLC (o altri media player che non si lamentino per l’assenza o la stranezza dell’estensione del file che volete leggere). Questi files hanno dei nomi ragionevoli solo per i computer, sono roba tipo FCEBB377d01.

Una volta che abbiate localizzato il file che vi interessa lo potete copiare da un’altra parte e rinominarlo ilMioDownload.flv

Chiarezza

La Corte costituzionale ha bocciato il lodo Alfano; perche’? Per 2 semplici motivi che sono riportati nel comunicato stampa della corte:

La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione.

Mi pare che non ci sia da sbagliarsi: il cosiddetto Lodo Alfano viola un principio costituzionale (l’articolo 3, Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.) e lo viola violando un’altro principio costituzionale (art.138 che regola il modo della revisione della costituzione).

I nostri legislatori che si riempono la bocca parlando di meritocrazia mi pare che siano degli ignoranti totali del mestiere che fanno e andrebbero licenziati in blocco.

Luttazzi

Il più grande comico italiano vivente (?) intervistato dai giornalisti di RaiNews24.

http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=16899

E questo dal suo blog :)

http://www.danieleluttazzi.it/node/533

SPAM comments

It’s a period in which the SPAM comments are getting funny (though they want you to buy viagra and so forth). Here some:

  • Why do birds fly south for the winter? Because it’s too far to walk.
  • How do you keep a bagel from getting away? Put lox on it!
  • How can you have bread if you are on a liquid diet? Drink a toast!!
  • What is always behind time? (besides myself) The back of a watch.

Update:

  • What kind of necktie does a pig wear? A pigsty.
  • What do you call a dog with no legs? It doesn’t matter what you call him he ain’t gonna come.
  • What do you call three rabbits in a row, hopping backwards simultaneously? A receding hareline.

Micini? No, Gattini

Si vocifera che gli Elii stiano per rilasciare il loro nuovo album, Gattini, che giungerebbe dopo pochissimo tempo rispetto a Studentessi.

Nel mentre hanno rilasciato un singolo dal titolo Storia di un bellimbusto che potete ascoltare in questo video:

“È un disegno eversivo della sinistra contro la mia persona!”

Così il Presidente del Consiglio ha reagito alla notizia dell’assegnazione del Nobel per la pace a Barak Obama.

Cambiando (non tanto) discorso, l’altro giorno Berlusconi ha detto che, tra gli altri, anche i comici lo prendono in giro. Aggiungerei alla lista anche una delle più prestigiose TV al mondo:

http://news.bbc.co.uk/2/hi/in_pictures/8296799.stm

L’avete capita?

Bugiardi senza gloria

Da Il Fatto Quotidiano del 9 Ottobre 2009, a firma di Marco Travaglio.

Tra le balle spaziali che circolano in questi
giorni a proposito della bocciatura del lodo
della vergogna, la più notevole riguarda la
presunta retromarcia della Corte
costituzionale, che nella sentenza del 2004 sul
lodo Maccanico-Schifani non avrebbe eccepito
nulla sull’uso di una legge ordinaria, anziché
costituzionale, per derogare all’articolo 3 della
Carta, mentre l’altroieri ha giudicato illegittimo il
lodo Alfano proprio perché fatto con legge
ordinaria. Si tratta di una bugia pietosa per salvare
la faccia non solo ad Al Fano e al suo mandante e
utilizzatore, ma anche al capo dello Stato, che quel
lodo firmò (e forse ispirò) due estati fa,
sostenendo per giunta che esso recepiva le
indicazioni precedenti della Consulta e quindi non
appariva manifestamente incostituzionale. In
realtà, nella sentenza del 13 gennaio 2004 firmata
dall’allora presidente Riccardo Chieppa e dal
redattore Francesco Amirante, si faceva più volte
riferimento all’articolo 138 della Costituzione,
quello che regolamenta le leggi costituzionali.
Prima i giudici ricordavano che il Tribunale di
Milano aveva chiesto alla Corte di annullare il lodo
Schifani anche perché “attribuisce alle persone
che ricoprono una delle menzionate alte cariche
dello Stato una prerogativa non prevista dalle
citate disposizioni della Costituzione, che
verrebbero quindi ad essere illegittimamente
modificate con legge ordinaria, in violazione
anche dell’art. 138 Cost.”. Poi aggiungevano: “Né
va omesso di considerare che il principio di
eguaglianza rientra tra i principi fondanti della
Carta costituzionale, derogabile solo dalla stessa
Costituzione o con modifiche costituzionali
adottate ai sensi dell’art. 138 Cost., come risulta
confermato dal fatto che tutte le prerogative
riguardanti cariche o funzioni costituzionali sono
regolate da fonti di tale rango”. Più avanti, la Corte
osservava che per creare un «regime differenziato»
rispetto al principio di eguaglianza fra tutti i
cittadini sancito dall’articolo 3, occorre prevedere
limiti ben precisi, che né il lodo
Maccanico-Schifani né l’Alfano contemplavano: “Il
principio di eguaglianza comporta infatti che, se
situazioni eguali esigono eguale disciplina,
situazioni diverse possono implicare differenti
normative. In tale seconda ipotesi, tuttavia, ha
decisivo rilievo il livello che l’ordinamento
attribuisce ai valori rispetto ai quali la
connotazione di diversità può venire in
considerazione. Nel caso in esame sono
fondamentali i valori rispetto ai quali il legislatore
ha ritenuto prevalente l’esigenza di protezione
della serenità dello svolgimento delle attività
connesse alle cariche in questione”. Valori
costituzionali, ai quali ovviamente non si può
derogare con legge ordinaria: “Alle origini dello
Stato di diritto sta il principio della parità di
trattamento rispetto alla giurisdizione, il cui
esercizio, nel nostro ordinamento, sotto più profili
è regolato da precetti costituzionali”. Più chiaro di
così…Alla fine, tirando le somme, la Consulta
individuava ben quattro profili di
incostituzionalità nel merito del lodo, per cui non
riteneva di doversi occupare anche della forma,
cioè della sua veste di legge ordinaria. Ma
concludeva significativamente: “Resta assorbito
ogni altro profilo di illegittimità costituzionale”. E
assorbito non vuol dire escluso. Vuol dire,
appunto, assorbito: cioè implicito. Bastava saper
leggere la lingua italiana per scoprire che anche il
lodo Alfano sarebbe stato bocciato. E non con un
voltafaccia rispetto alla sentenza del 2004. Ma in
base alla stessa giurisprudenza di cinque anni fa.
Con buona pace dei tanti, troppi bugiardi senza
gloria che infestano le tv e i giornali. Bisognava
pensarci prima di scriverlo, il lodo. E prima di
firmarlo.