Entries Tagged 'Democracy' ↓

Colpo di stato

Colpo di stato in Italia, ma per oggi va bene…?

Cerco un bagno

Cerco un bagno, cosi’ si puo’ riassumere il congresso di Scilipoti. Meraviglioso servizio del TG3.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-02a463ab-9c69-4b38-8dd2-5a5085f3cbcc-tg3.html

Se sei racchia e fai schifo, te ne stai a casa.

Schietta e diretta questa arrivista (che comunque e’ una puttana) racconta una realta’ rivoltante.

Sallusti

Sallusti:

Ber­lusconi e Bossi “hanno voluto [...] riba­dire il loro diritto a deci­dere ­in un Paese dove go­vernare è impresa dispe­rata a meno che non si voglia sottostare agli or­dini di altri poteri, dal ca­po dello Stato ai magi­­strati, dai sindacati ai mezzi di informazione.

Governare non significa comandare o imperare. La prima regola della democrazia e’ che esiste la separazione dei poteri proprio per evitare la deriva autocratica. Chi glielo insegna a Sallusti?

Continua rendendoci sempre piu’ manifesto di ignorare il suddetto cardine dell’ordinamento democratico:

Poteri (i succitati ca­po dello Stato, magi­­strati, sindacati, mezzi di informazione, ndr) che hanno un filo rosso comune: essere ex, neo o post comuni­sti. Cioè parte di una sini­stra che non accetta la prima regola di una de­mocrazia: per cinque an­ni è legittimato a gover­nare chi vince le elezio­ni. Questo proprio non gli entra in testa, voglio­no comandare anche quando perdono.

Per 5 anni, gli italiani decidono di dare la propria rappresentanza in parlamento, non certo decidono che a comandare sia chicchessia e che, in ogni caso, questi non sia soggetto alla legge. Comunque riappare la confusione governare/comandare.

Segue un elenco di domande retoriche tra le quali spicca, per ignoranza dell’argomento del proponente il

Perché non porre il problema che se uno passa all’op­posizione deve lasciare libero il posto nelle com­missioni parlamentari che occupava in quanto maggioranza?

Forse perche’ c’e’ l’articolo 67 della costituzione? Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Segue finale scoppiettante da campagna elettorale: “più fe­deralismo e meno tasse, cioè più libertà”.

Amen

Processo Diaz - parte 5

Parleremo della sentenza di appello del processo per l’irruzione della polizia
nella scuola Diaz, sentenza che ha messo nero su bianco l’ovvio: l’operazione
e’ stata un assurdo massacro e che a posteriori si e’ tentato di salvare
l’immagine della polizia giustificando l’ingiustificabile producendo false
prove e cosi’ via. Parleremo anche brevemente di fisica e di LHC.

Direttamente dalla sentenza di appello:

CANTERINI Vincenzo per il reato di falso in continuazione con le lesioni gravi di cui al capo H), nella misura di anni cinque di reclusione;
BASILI Fabrizio, TUCCI Ciro, LUCARONI Carlo, ZACCARIA Emiliano, CENNI Angelo, LEDOTI Fabrizio, STRANIERI Pietro, COMPAGNONE Vincenzo, per i reati di lesioni gravi di cui al capo H) nella misura di anni quattro di reclusione ciascuno;
TROIANI Pietro per i reati di falso e quelli di cui al capo P) uniti dal vincolo della continuazione in anni tre e mesi nove di reclusione;
DICHIARA
GRATTERI Francesco e LUPERI Giovanni colpevoli del reato loro ascritto al capo A), e condanna ciascuno alla pena di anni quattro di reclusione;
DICHIARA
CALDAROZZI Gilberto, MORTOLA Spartaco, DOMINICI Nando, FERRI Filippo, CICCIMARRA Fabio, DI SARRO Carlo, MAZZONI Massimo, DI NOVI Davide, CERCHI Renzo colpevoli del reato loro ascritto al capo C), e DI BERNARDINI Massimiliano colpevole del reato ascrittogli al capo 1), e condanna ciascuno alla pena di anni tre e mesi otto di reclusione;
DICHIARA
NUCERA Massimo colpevole del reato ascrittogli al capo I), e PANZIERI Maurizio colpevole del reato ascrittogli al capo M), e condanna ciascuno alla pena di anni tre e mesi otto di reclusione;
DICHIARA
GAVA Salvatore colpevole del reato di falso contestatogli, e lo condanna alla pena di anni tre e mesi otto di reclusione.
.-.-.-.-.
Visto l’art. 29 c.p.
DICHIARA
GRATTERI Francesco, LUPERI Giovanni, CALDAROZZI Gilberto, MORTOLA Spartaco, DOMINICI Nando, FERRI Filippo, CICCIMARRA Fabio, DI SARRO Carlo, MAZZONI Massimo, DI NOVI Davide, CERCHI Renzo, DI BERNARDINI Massimiliano, NUCERA Massimo, PANZIERI Maurizio, GAVA Salvatore, CANTERINI Vincenzo, BASILI Fabrizio, TUCCI Ciro, LUCARONI Carlo, ZACCARIA Emiliano, CENNI Angelo, LEDOTI Fabrizio, STRANIERI Pietro, COMPAGNONE Vincenzo e TROIANI Pietro interdetti per anni cinque dai pubblici uffici.
Condanna tutti i predetti imputati al pagamento delle spese processuali del presente grado di giudizio, e GRATTERI Francesco, LUPERI Giovanni, CALDAROZZI Gilberto, MORTOLA Spartaco, DOMINICI Nando, FERRI Filippo, CICCIMARRA Fabio, DI SARRO Carlo, MAZZONI Massimo, DI NOVI Davide, CERCHI Renzo, DI BERNARDINI Massimiliano, NUCERA Massimo, PANZIERI Maurizio, GAVA Salvatore al pagamento anche delle spese di giudizio di primo grado.
Vista la legge 241/2006 dichiara condonate nella misura di anni 3 di reclusione le pene inflitte.
Visti gli artt. 538 e segg. c.p.p.
CONDANNA
GRATTERI Francesco, LUPERI Giovanni CALDAROZZI Gilberto, MORTOLA Spartaco, DOMINICI Nando, FERRI Filippo, CICCIMARRA Fabio, DI SARRO Carlo, MAZZONI Massimo, DI NOVI Davide, CERCHI Renzo, DI BERNARDINI Massimiliano, NUCERA Massimo, PANZIERI Maurizio, GAVA Salvatore, CANTERINI Vincenzo e TROIANI Pietro in solido con il responsabile civile Ministero dell’Interno, a risarcire i danni conseguenti ai reati di falso, di calunnia, arresto illegale, e GAVA Salvatore anche per i reati di cui ai capi S), T) ed U) in favore delle parti civili che si sono costituite in relazione alle predette imputazioni, ponendo le provvisionali determinate dal primo giudice a carico solidale di tutti i predetti.
Condanna altresì GAVA Salvatore in solido con il responsabile civile Ministero dell’Interno a risarcire in danni causati all’ASSOCIAZIONE GIURISTI DEMOCRATICI di Genova, da liquidarsi in separato giudizio;
conferma le statuizioni civili della impugnata sentenza relative ai capi H) e Z1.

Approfondimenti:

I link alla puntata (45 min) in ogg/vorbis (20.8 Mb) o mp3 (36.8 Mb) oppure ascoltatelo online

Speculari

No al bavaglio

Il Fatto Quotidiano Online

Meno male che c’e’ Silvio

Alcune interviste di Francesca Fornario alla manifestazione del PDL del 20 marzo 2010.

Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato e scurdiammoce ‘o passato

Con gli avvenimenti dell’ultimo periodo circa le presentazioni delle liste elettorali che poi non sono state ammesse per evidenti irregolarita’, avevo cominciato a scrivere al presidente della Repubblica. Ecco la bozza:

Gentile Presidente Napolitano,

sono un italiano residente all’estero che assiste basito alle vicende della gestione della cosa pubblica italiana. Come me sono basiti i piu’ degli interlocutori con i quali mi confronto giornalmente, che non si riescono a capacitare di alcune notizie che arrivano dal “bel paese”.

Ultima tra queste e’ la questione della presentazione delle liste elettorali che ha preso una piega a dir poco sconcertante. Come diceva Gaber, “liberta’ e’ partecipazione” e la democrazia e’ anche rispetto delle regole che sono condivise dai cittadini. Presentare le liste elettorali dei rappresentanti dei cittadini non e’ una questione formale bensi’ sostanziale. La verifica del rispetto delle regole formali, burocratiche e anche sostanziali, non spetta a me bensi’ alla magistratura la quale ha sancito che alcune liste che si sono presentate non l’hanno fatte nei tempi e/o modi prestabiliti.

Beh e’ chiaro da che parte stia… comunque ho appreso che il presidente ha risposto a due cittadini che hanno preso carta e penna e gli hanno scritto, facendosi portatori delle 2 cause contrapposte: la mia e quella di “non negateci il diritto di voto al PDL, non sarebbe democratico”.

Sappiamo gia’ che il presidente ha gia’ firmato il decreto legge e quindi le mie sono parole al vento (anche prima lo sarebbero state, ma ora a maggior ragione), comunque tra le altre cose il presidente ci fa sapere:

Erano in gioco due interessi o “beni” entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. [...]

la “soluzione politica”, ovvero l’intesa tra gli schieramenti politici, avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, in un provvedimento legislativo che intervenisse tempestivamente per consentire lo svolgimento delle elezioni regionali con la piena partecipazione dei principali contendenti. [...]

Diversamente dalla bozza di decreto prospettatami dal Governo in un teso incontro giovedì sera, il testo successivamente elaborato dal Ministero dell’interno e dalla Presidenza del consiglio dei ministri non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalità.

Ora mi chiedo: secondo voi i due beni sono davvero equiparabili?

Cosa c’entra il garantire “il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi” col riammettere quelle liste che non hanno rispettato le regole per presentarsi?

Mi chiedo inoltre quanto sia affidabile l’avviso del Presidente Napolitano nell’evidenziare vizi di incostituzionalita’ quando abbiamo gia’ potuto vedere che, sempre non ravvisando vizi di incostituzionalita’, ha firmato il Lodo Alfano, successivamente cassato dai giudici costituzionali.

Insomma, mi pare che al solito i potenti prevarichino e “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato”…

PS Leggendola tutta la risposta di Napolitano e’ davvero sconcertante nel suo contenuto.

UPDATE:

A chiosa di quanto detto vi suggerisco l’acuto commento di Marco Travaglio:

UPDATE 2

Ecco invece cosa scrive Piero Ricca.