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Radio Radicale fa un servizio pubblico - 2
November 26th, 2009 — Democracy, Informazione
Radio Radicale fa un servizio pubblico
October 28th, 2009 — Democracy, Informazione, Segnalazioni
Non so se v’e’ mai capitato di ascoltare Radio Radicale. Magari sembra una palla mostruosa come radio ma in realta’ svolge un incredibile, forse insostituibile ma sicuramente ineguagliato servizio pubblico da oltre trent’anni trasmettendo, conservando e mettendo a disposizione tutte le sedute del parlamento. Inoltre Radio Radicale trasmette in forma completa e senza mediazioni processi, interviste, manifestazioni, conferenze stampa e quant’altro. Ad oggi l’archivio multimediale di Radio Radicale contiene 283.000 registrazioni.
67.364 interviste
15.599 udienze di processi
32.056 convegni e dibattiti
7.716 assemblee
6.745 comizi e manifestazioni
16.030 conferenze stampa
161.100 oratori
5.579 organizzazioni
Più della metà di questo archivio è disponibile e liberamente accessibile in formato multimediale online sul sito www.RadioRadicale.it.
Per esempio, le udienze che abbiamo ascoltato in Siee Giuee Accaso dei processi del G8 di Genova sono registrazioni provenienti da Radio Radicale.
Ma adesso incombe il pericolo dell’eliminazione della funzione pubblica assicurata dal 1976 da Radio Radicale. Se avete voglia e tempo di leggervi questo approfondito link sul ruolo di radio radicale.
Se invece vi fidate di me e/o mettete firme in bianco a casaccio collegatevi direttamente qui e non
dimenticatevi di mandarmi un foglio A4 bianco con una vostra firma in calce.
Conflitto d’interessi?
October 26th, 2009 — Democracy, Informazione
Leggo ora su repubblica.it che nella vicenda riguardante il Governatore Marrazzo, Berlusconi avrebbe avvertito Marrazzo che giravano dei video sul suo conto. Ma per rendervi meglio conto vi lascio le righe lette da Repubblica:
Ad avvisare Marrazzo - confermano a “Repubblica” - fu lo stesso primo ministro. Ad un settimanale del suo gruppo editoriale, “Chi”, i ricattatori avevano infatti offerto l’intero pacchetto. E a quel punto, il direttore del periodico informò il presidente del Consiglio. Berlusconi si dichiarò contrario alla pubblicazione dell’intera vicenda. E nell’avvertire Marrazzo diede garanzie sul comportamento dei media di sua proprietà. In particolare di quelli riferibili alla Mondadori.
Ora, sebbene Berlusconi possa essersi comportato da “gentiluomo” risulta sempre piu’ lampante, senza nessun filtro, il controllo che Berlusconi, per sua personale ammissione, esercita sui media di sua (diretta o indiretta) proprieta’.
Tutto cio’ e’ vergognoso, e non mi riferisco al caso di Piero Marrazzo.
Chiarezza
October 21st, 2009 — Democracy, Informazione, Robadappazzi
La Corte costituzionale ha bocciato il lodo Alfano; perche’? Per 2 semplici motivi che sono riportati nel comunicato stampa della corte:
La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione.
Mi pare che non ci sia da sbagliarsi: il cosiddetto Lodo Alfano viola un principio costituzionale (l’articolo 3, Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.) e lo viola violando un’altro principio costituzionale (art.138 che regola il modo della revisione della costituzione).
I nostri legislatori che si riempono la bocca parlando di meritocrazia mi pare che siano degli ignoranti totali del mestiere che fanno e andrebbero licenziati in blocco.
“È un disegno eversivo della sinistra contro la mia persona!”
October 9th, 2009 — Informazione, Robadappazzi
Così il Presidente del Consiglio ha reagito alla notizia dell’assegnazione del Nobel per la pace a Barak Obama.
Cambiando (non tanto) discorso, l’altro giorno Berlusconi ha detto che, tra gli altri, anche i comici lo prendono in giro. Aggiungerei alla lista anche una delle più prestigiose TV al mondo:
Il TG1 mi rilassa
October 7th, 2009 — Informazione, Robadappazzi
Dal TG1 delle 20:00 del 7 Ottobre 2010.
Oggi la Consulta ha bocciato il lodo Alfano con 9 voti a favore e 6 contrari. Berlusconi sbrocca, straparla e si incazza: “Con una Corte Costituzionale composta da 11 giudici di sinistra…” Quindi 18.2% dei comunisti lo supportano (2 giudici su 11)! “Il 72% della stampa è in mano alla sinistra”, continua. Ma se il 18.2% del 72% è con lui, la cifra esatta è 58.9%.
Gasparri straparla pure e dice che il Governo non si farà intimidire e continuerà il suo lavoro. Ma chi ha detto, l’altro giorno, che c’era il rischio che il Governo cadesse e che il voto degli Italiani fosse stravolto? Non ve lo ricordate? Ve lo dico io: il Governo.
Ecco che la politica sfuma e i servizi importanti iniziano. Sembra che pranzare e cenare con i propri figli li tenga lontani dall’alcol e dalla droga. E quali sono gli argomenti di dialogo durante pranzi e cene in famiglia? “Come è andata a scuola?” “Con il ragazzo come va?” “Hai pulito la camera da letto?” “Questa casa non è un albergo!”
Io non ho figli, ceno spesso da solo e dopo cena bevo un amaro e fumo uno spinello. Forse ho cenato troppo spesso in famiglia!
La notizia più inutile della settimana
October 6th, 2009 — Informazione, Robadappazzi
TG1 delle 20:00 del 5 Ottobre 2009. Notizia letta dal conduttore.
“L’editoriale, per brillante che sia, non è nella tradizione dei telegiornali, tant’è che se ne è fatto uso solo in casi rarissimi.” Così Sergio Zavoli, presidente della Commissione di Vigilanza RAI, dopo l’intervento televisivo del direttore del TG1 sulla manifestazione di Sabato della FNSI.
Di diverso avviso il vicepresidente della Vigilanza Lainati. “Gli editoriali dei direttori dei TG del servizio pubblico”, dice Lainati, “rappresentano una tradizione che in RAI perdura da molti anni.”
Quindi?
Leggendo qua e là
October 6th, 2009 — Democracy, Informazione
Quattro righe dalla Costituzione italiana.
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 54.
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
Art. 92.
Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.
Art. 134.
La Corte costituzionale giudica: sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni;
sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni;
sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione.Art. 136.
Quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.
La decisione della Corte è pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali interessati, affinché, ove lo ritengano necessario, provvedano nelle forme costituzionali.
Perché in questi giorni di cazzate dette da politici, avvocati e giornalisti ne ho sentite troppe.
“Scudo” fiscale, condono fiscale
October 2nd, 2009 — Democracy, Informazione, Segnalazioni
Mi sento di condividere questo appello al presidente della Repubblica di Bruno Tinti apparso su Il Fatto Quotidiano qualche giorno fa.
Signor Presidente, con questo emendamento una legge già odiosa diventerà uno strumento di illegalità. I beneficiati dallo scudo non potranno essere perseguiti per reati tributari e di falso in bilancio, il mezzo con cui sono stati prodotti i capitali che lo Stato “liceizza”; e intermediarie professionisti che ne cureranno il rientro non saranno tenuti a rispettare l’obbligo di segnalazione per l’antiriciclaggio; insomma omertà, complicità, favoreggiamento.
Morti a Kabul
September 18th, 2009 — Informazione
Devo confessare che sono venuto a conoscenza del luttuoso evento attraverso facebook. Un mio ex compagno di classe del liceo aveva aderito alla causa “Onore agli eroici morti” o qualcosa di simile; senza dover dire che non mi piace aderire alle cause in facebook, questa in particolare non la condivido proprio.
Appena ho letto la notizia m’e’ subito venuto alla mente di aver letto, ad Agosto, questo articolo dell’Espresso, uscito poco dopo la morte di un altro soldato italiano in Afghanistan. Autore e’ un generale dell’esercito italiano.
La morte del nostro soldato in Afghanistan era purtroppo preannunciata. Era nell’aria e nella logica delle cose. Non tanto perché i mezzi non sono sufficienti, poco protetti o perché il ministro non dà i soldi (tutte cose drammaticamente vere), ma perché i nostri soldati hanno assunto un nuovo atteggiamento operativo. [...] [Il cambiamento di atteggiamento operativo, nda] In realtà è partito dal basso ed è coinciso con il turno della brigata paracadutisti ‘Folgore’ che dell’Afghanistan non aveva né particolare conoscenza né migliore capacità di controllo del territorio. Tra le forze del nostro esercito i paracadutisti sono quelli più preparati alle operazioni ma anche i più vulnerabili alla propaganda dell’uso della forza. [...] I nostri parà hanno perciò ritenuto logico e naturale seguire l’onda sciagurata di quelle parti della nostra politica, della nostra stampa e dei nostri generali che assecondando il rambismo hanno creduto di fare un favore agli americani e agli altri alleati.[...]
Hanno voluto semplificare considerando tutti gli afgani come talebani e nemici. Hanno seguito e talvolta guidato quelle parti dello stesso esercito afgano che odiano altri afgani solo perché appartengono ad altre etnie o tribù. Hanno inteso acquisire il controllo di aree che erano tranquille senza capire che la tranquillità era dovuta proprio alla discrezione di una presenza militare straniera ritenuta di occupazione.
[...]
I morti hanno un ruolo drammaticamente importante: realizzano l’eroismo collettivo che altrimenti sarebbe difficile dimostrare.
