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Due parole dette bene…

Ascoltando la presentazione de Il Fatto Quotidiano, in varie trances, mi sono imbattuto in questo monologo di Beatrice Borromeo.

 
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Grande Beatrice!

E poi sono anche meravigliose le interpretazioni delle intercettazioni.

Intervista al ministro delle pari opportunita’

Non diro’ il suo nome (del ministro)… il video e’ stato censurato, rimosso da YouTube, etc. Birbantelli, non lo sapevate che non si puo’ obbligare nessuno a rimuovere un video tratto da un telegiornale? I telegiornali fanno parte della categoria informazione e non sono ne’ coperti da copyright, ne’ sottoposti a censura… almeno in una democrazia.

Speriamo non chiudano il blog al povero Edo!

Per scaricare il video seguite questo link.

Manifesti Elettorali

Su segnalazione di Liartes, vi segnalo questo fantastico link. L’articolo recita piu’ o meno cosi’:

Poster del CDA (Alleanza Cristiano Democratica, ndt) con la faccia di Berlusconi

AMSTERDAM – Un voto per il CDA e’ un voto per Silvio Berlusconi, pare
che i creatori del poster abbiano voluto dire.

I poster, comparsi negli appositi spazi per la campagna elettorale
vicino alla stazione centrale di L’Aia, sono una copia degli originali
del CDA ma al posto di Wim van de Camp appare Silvio Berlusconi.

I poster di protesta prendono le mosse dalla cooperazione tra il CDA e
il PDL (del premier italiano) nel parlamento europeo.

Gli autori del poster rimangono ignoti.

Prevenire

Leggo adesso che sarebbe in discussione in parlamento una legge che cambierebbe la giurisprudenza nel campo degli infortuni sul lavoro. In pratica fino ad ora, e’ stato applicato il concetto “mancata prevenzione uguale responsabilita’”, ma adesso…

A proposito di Grillo

Vi propongo un interessante dibattito svoltosi al festival del giornalismo di Perugia sul fenomeno Grillo. Dura du’ore! Io l’ho ascoltato, a mo’ di radio, mentre cucinavo e cenavo, purtroppo non m’e’ riuscito di scaricare il sorgente.

Update: Ho corretto il link al video che era sbagliato.

Festival del Giornalismo

Legge 20 giugno 1956, numero 645

Art. 1 - (Riorganizzazione del disciolto partito fascista).
Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, princìpi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.
Art. 2 - Sanzioni penali
Chiunque promuove, organizza o dirige le associazioni, i movimenti o i gruppi indicati nell’art. 1, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni e con la multa da due a venti milioni di lire .
Chiunque partecipa a tali associazioni, movimenti o gruppi è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 1.000.000 a 10.000.000 di lire .
Se l’associazione, il movimento o il gruppo assume in tutto o in parte il carattere di organizzazione armata o paramilitare, ovvero fa uso della violenza, le pene indicate nei commi precedenti sono raddoppiate .
L’organizzazione si considera armata se i promotori e i partecipanti hanno comunque la disponibilità di armi o esplosivi ovunque siano custoditi .
Fermo il disposto dell’art. 29, comma primo, del Codice penale, la condanna dei promotori, degli organizzatori o dei dirigenti importa in ogni caso la privazione dei diritti e degli uffici indicati nell’art. 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del Codice penale per un periodo di cinque anni. La condanna dei partecipanti importa per lo stesso periodo di cinque anni la privazione dei diritti previsti dall’art. 28, comma secondo, n. 1, del Codice penale.
Art. 3 - Scioglimento e confisca dei beni
Qualora con sentenza risulti accertata la riorganizzazione del disciolto partito fascista, il Ministro per l’interno, sentito il Consiglio dei Ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni dell’associazione, del movimento o del gruppo .
Nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo, sempre che ricorra taluna delle ipotesi previste nell’art. 1, adotta il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decreto-legge ai sensi del secondo comma dell’art. 77 della Costituzione.
Art. 4 - Apologia del fascismo
Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità ideate nell’art. 1 è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000. .
Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni .
La pena è della reclusione da due a cinque anni e della multa da 1.000.000 a 4.000.000 di lire se alcuno dei fatti previsti nei commi precedenti è commesso con il mezzo della stampa.
La condanna comporta la privazione dei diritti previsti nell’art. 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale, per usi periodo di cinque anni.
Art. 5 - Manifestazioni fasciste
Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste è punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da 400.000 a 1.000.000 lire .
Il giudice, nel pronunciare la condanna, può disporre la privazione dei diritti previsti nell’art. 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni.
Art. 5-bis
Per i reati previsti dall’art. 2 della presente legge è obbligatoria l’emissione del mandato di cattura.
Art. 6 - Aggravamento di pene
Le pene sono aumentate quando i colpevoli abbiano ricoperto una delle cariche indicate dall’art. 1 della legge 23 dicembre 1947, n. 1453, o risultino condannati per collaborazionismo ancorchè amnistiati.
Le pene sono altresì aumentate per coloro che abbiano comunque finanziato, per i fatti preveduti come reati negli articoli precedenti, l’associazione, il movimento, il gruppo o la stampa .

Art. 7 - Competenza e procedimenti
La cognizione dei delitti preveduti dalla presente legge appartiene al Tribunale.
Art. 8 - (Provvedimenti cautelari in materia di stampa).
Anche prima dell’inizio dell’azione penale, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro dei giornali, delle pubblicazioni o degli stampati nell’ipotesi del delitto preveduto dall’art. 4 della presente legge.
Nel caso previsto dal precedente comma, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro dei giornali e delle altre pubblicazioni periodiche può essere eseguito dagli ufficiali di polizia giudiziaria, che debbono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, farne denuncia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro si intende revocato e privo di ogni effetto.
Nella sentenza di condanna il giudice dispone la cessazione dell’efficacia della registrazione, stabilita dall’art. 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, per un periodo da tre mesi a un anno e, in caso di recidiva, da sei mesi a tre anni.
Art. 9 - (Pubblicazioni sull’attività antidemocratica del fascismo).
La Presidenza del Consiglio bandisce concorsi per la compilazione di cronache dell’azione fascista, sui temi e secondo le norme stabilite da una Commissione di dieci membri, nominati dai Presidenti delle due Camere, presieduta dal Ministro per la pubblica istruzione, allo scopo di far conoscere in forma obbiettiva ai cittadini e particolarmente ai giovani delle scuole, per i quali dovranno compilarsi apposite pubblicazioni da adottare per l’insegnamento, l’attività antidemocratica del fascismo.
La spesa per i premi dei concorsi, per la stampa e la diffusione è a carico dei capitoli degli stati di previsione della spesa per acquisto e stampa di pubblicazioni della Presidenza del Consiglio e del Ministero della pubblica istruzione.
Art. 10 - (Norme di coordinamento e finali).
Le disposizioni della presente legge si applicano senza pregiudizio delle maggiori pene previste dal Codice penale.
Sono abrogate le disposizioni della legge 3 dicembre 1947, n. 1546, concernenti la repressione dell’attività fascista, in quanto incompatibili con la presente legge.
La presente legge e le norme della legge 3 dicembre 1947, n. 1546, non abrogate, cesseranno di aver vigore appena che saranno state rivedute le disposizioni relative alla stessa materia del Codice penale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserta nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Referendum Elettorale

La caduta del governo Prodi, quasi un anno fa, ha fatto slittare la data del referendum elettorale che si potrà svolgere a partire dal 15 aprile 2009. Adesso leggo che si sta discutendo di quando tenerlo e apparentemente, data la concomitanza delle elezioni europee e comunali, si svolgerà a giugno.

Ho anche sentito che Calderoli intenderebbe fare svolgere il referendum il 14 giugno in modo che si terranno 3 tornate elettorali in 3 domeniche consecutive: comunali+europee, referendum e poi il secondo turno delle comunali. Il tutto costerebbe all’erario ben 400 milioni di euro, e puntando sull’affaticamento dell’elettorato, potrebbe costare il quorum al referendum; referendum che evidentemente questa classe politica non vuole affrontare.

Vi propongo l’intervista a Giovanni Guzzetta del comitato promotore del referendum fatta da Caterpillar.

 
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Le motivazioni della Sentenza Diaz

Dopo alcune ricerche l’ho trovata, eccola qui:  diaz-motivi-sentenza. Anche qui chilometri d’inchiostro. Ad una prima scorsa le parti interessanti stanno tra pag 241-263 e 310-322. Tenete conto che gran parte delle pagine contengono le citazioni dagli interrogatori.

Tentero’ un riassunto…

Gaza

Sembra vada di moda scrivere su Gaza, e forse a ragion veduta dopo tanti giorni di “guerra”. Sebbene fondamentalmente siamo manichei e abbiamo bisogno di trovare i buoni e i cattivi, forse in questo conflitto non ce ne sono: ci sono tanti stronzi e una maggioranza di vittime inermi.

Comunque volevo proporvi alcune letture:

L’altra mattina ho ascoltato alla BBC un’intervista all’ambasciatore Israeliano a New York. L’intervistatore, inglese, aveva sempre la seconda o terza domanda pronta, ma il tono delle risposte dell’ambasciatore mi ha lasciato quanto meno esterrefatto. Ve la riporto a memoria.

L’ambasciatore sosteneva che questo attacco nella striscia di Gaza (0.5×40 km^2, se non vado errato) e’ stato fatto per far cessare i lanci di razzi sulla popolazione civile israeliana che vive attorno al confine con Gaza.  I cittadini israeliani soffrono, per questa continua minaccia nei loro confronti, di PTSD (post traumatic stress disorder) e comunque ne va della loro vita dato che negli ultimi 8 anni sono morti, scusate l’approssimazione, una dozzina di israeliani. Al che l’intervistatore ha detto: ma negli ultimi otto giorni a Gaza sono morte 1300 persone! (36000 volte di piu’) Non le sembra che la reazione sia sproporzionata?

Sempre a parlare dei morti palestinesi, non vi curate mai dei morti israeliani, ha risposto seccato l’ambasciatore. Inoltre Hamas usa scudi umani. Al che il giornalista della BBC ha replicato che ci sono stati feriti d’arma da fuoco tra bambini nelle scuole (anche in quella dell’UN) e non da schrapnel.

Personalmente non penso che ci possa essere nessuna buona motivazione per degli atti del genere, da messuna delle due parti. Ma qui mi sembra che il gioco sia quello del gatto contro il topo.