Sembra vada di moda scrivere su Gaza, e forse a ragion veduta dopo tanti giorni di “guerra”. Sebbene fondamentalmente siamo manichei e abbiamo bisogno di trovare i buoni e i cattivi, forse in questo conflitto non ce ne sono: ci sono tanti stronzi e una maggioranza di vittime inermi.
Comunque volevo proporvi alcune letture:
questo pezzo sul blog di Daniele Luttazzi, che mi ha fatto scoprire il seguente
L’altra mattina ho ascoltato alla BBC un’intervista all’ambasciatore Israeliano a New York. L’intervistatore, inglese, aveva sempre la seconda o terza domanda pronta, ma il tono delle risposte dell’ambasciatore mi ha lasciato quanto meno esterrefatto. Ve la riporto a memoria.
L’ambasciatore sosteneva che questo attacco nella striscia di Gaza (0.5×40 km^2, se non vado errato) e’ stato fatto per far cessare i lanci di razzi sulla popolazione civile israeliana che vive attorno al confine con Gaza. I cittadini israeliani soffrono, per questa continua minaccia nei loro confronti, di PTSD (post traumatic stress disorder) e comunque ne va della loro vita dato che negli ultimi 8 anni sono morti, scusate l’approssimazione, una dozzina di israeliani. Al che l’intervistatore ha detto: ma negli ultimi otto giorni a Gaza sono morte 1300 persone! (36000 volte di piu’) Non le sembra che la reazione sia sproporzionata?
Sempre a parlare dei morti palestinesi, non vi curate mai dei morti israeliani, ha risposto seccato l’ambasciatore. Inoltre Hamas usa scudi umani. Al che il giornalista della BBC ha replicato che ci sono stati feriti d’arma da fuoco tra bambini nelle scuole (anche in quella dell’UN) e non da schrapnel.
Personalmente non penso che ci possa essere nessuna buona motivazione per degli atti del genere, da messuna delle due parti. Ma qui mi sembra che il gioco sia quello del gatto contro il topo.
Camminando a Firenze durante queste vacanze di Natale, passando davanti all’edicola che e’ al porcellino, ho visto esposto una pubblicazione tutta nera con delle bande tricolori. Mi sono avvicinato ed ho potuto constatare che si trattava, nientepopodimeno che del calendario 2009 del DVCE! A lato c’erano anche altre pubblicazioni dello stesso tenore, oltretutto con dei gadgets di dubbio gusto — a proposito del gusto dei gadget delle pubblicazioni in edicola si puo’ discutere ampiamente.
Parlo con la giornalaia dimostrandomi decisamente incredulo e chiedendomi in cosa stia il reato di apologia del fascismo. La giornalaia fa da avvocato del diavolo e dice che sono pubblicazioni di carattere storico: Mussolini e’ un simbolo un po’ come lo e’ Che Guevara. Secondo me non c’entra nulla, dato che il “caro” DVCE e’ stato dittatore in Italia, ci ha portato in guerra con i nazisti, ha promulgato le leggi razziali e ha lasciato l’Italia e gli italiani in uno stato di guerra civile; Che Guevara e’ certamente un simbolo di certa lotta “comunista”.
Comunque, se questo non fosse sufficiente, guardate cosa certi nostri rappresentanti in parlamento vanno proponendo: PDL N. 1360. Propongono “l’istituzione dell’«Ordine del Tricolore»” che “deve essere considerata un atto dovuto, da parte del nostro Paese, verso tutti coloro che, oltre sessanta anni fa, impugnarono le armi e operarono una scelta di schieramento convinti della «bontà» della loro lotta per la rinascita della Patria. [...] S’intende proponendo l’istituzione di questo Ordine [...] riconoscere, con animo oramai pacificato, la pari dignità di una partecipazione al conflitto avvenuta in uno dei momenti più drammatici e difficili da interpretare della storia d’Italia; nello smarrimento generale, anche per omissioni di responsabilità ad ogni livello istituzionale, molti combattenti, giovani o meno giovani, cresciuti nella temperie culturale guerriera e «imperiale» del ventennio, ritennero onorevole la scelta a difesa del regime, ferito e languente.”
Vi propongo un video sui partigiani ed un recente podcast della BBC su Cuba ed in qualche modo la figura di Che Guevara.
Piero Ricca, quel giornalista del “fatti processare buffone” a Silvio Berlusconi che lo denunciò e poi perse la causa, incontraBeppe Grillo a Milano; Ricca è un eccellente giornalista e pone a Grillo almeno tre spinose questioni:
Vi suggerisco un paio di link sulla ri-proposta di legge 1269 Nuova disciplina del settore dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico delle disposizioni legislative in materia di editoria, che potrebbe colpire moltissimi blog.